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Secondo la mitologia greca, la dote di Giunone sposa a
Giove, consistette in alcuni alberelli i cui frutti
erano meravigliosi pomi d'oro (arance e limoni) simbolo
della fecondità e dell'amore. Giove, preoccupato che
ladri invidiosi potessero privarlo di quel dono
prezioso, li custodì in un meraviglioso giardino,
sorvegliato dalle Ninfe Esperidi, mitiche fanciulle
dall'amabile canto. Portare questi pomi d'oro fu una
delle fatiche che Ercole dovette compiere.
Dal nord dell'India il limone si diffuse ben presto in
Cina e nell'Asia sud- occidentale, luogo in cui è
possibile trovarne anche diciassette differenti specie
selvatiche. La coltivazione del limone si estese poi
alla Mesopotamia, dalla quale a loro volta gli schiavi
ebrei,una volta liberati la introdussero in Palestina.
Impressionati dalle caratteristiche del limone, lo
inserirono in alcuni riti religiosi, diffondendolo fino
al bacino del Mediterraneo.
Il limone non fu apprezzato subito dai romani,
probabilmente a causa del sapore acre e acido delle
prime varietà e del suo uso se ne perdono le tracce fino
alle invasioni arabe di Spagna e Italia Meridionale.
Furono infatti gli arabi che lo diffusero nuovamente e
gli stessi Crociati di ritorno dalla Palestina portarono
alberelli di limone in patria, così da poter continuare
a gustare il succo del frutto che li aveva dissetati
durante le Guerre Sante.
Vennero impiantati così i primi agrumeti che poi da
Spagna e Sicilia si propagarono a tutte quelle zone,
dotate di
climi caldo-temperati.
L'impossibilità di coltivare i limoni, in qualunque
ambiente, lo rese ben presto un frutto ricercato e
prezioso. |